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Chiesa Santa Maria Rubiconda

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Chiesa Santa Maria Rubiconda – Campoli  Appennino

La piccola Chiesa Santa Maria Rubiconda sorge in località “Borgo Costa”, poco distante dal centro abitato ed è tenuta con encomiabile cura dalla Famiglia Preziosi Pasqualino, che ne è anche proprietaria.

Vi si celebrano i sacri riti la vigilia ed il giorno dell’Assunzione di Maria Santissima.

Nell’Aprile del 1274 era  “Rettoria” ed, in origine, il suo titolo era quello di “Santa Maria Radiconda”, come indicato nel “compilatio decretorum”, e derivatogli, quasi certamente,  dalla omonima località in cui è situata: “Radiconna”.

Col nome di Chiesa Santa Maria Rubiconda viene designata, per la prima volta, nel catasto onciario del 1748, dove sono riportati tutti i beni terrieri posseduti.

In seguito, sotto il possesso dei Marra di Sora, fu ridotta in condizioni precarie, finchè,  nel 1852, il nuovo proprietario Antonio Passarelli, anche egli di Sora (come ricordato nella iscrizione murata al di sopra dell’ingresso), col preciso intento di restituirla al culto, la riedificò interamente, riducendone la lunghezza originaria.

I resti di un’antichissima costruzione e di una cisterna, visibili fino al secolo scorso, testimoniano la fondazione remota della primitiva chiesa e danno per certa la presenza di uno stabile annesso al sacro tempio, usato come abitazione.

Secondo la tradizione si trattava di un romitorio di cui i Padri Celestini del Cenobio di S. Pietro al Lacerno  si servivano durante la stagione invernale.

Opere d’arte presenti

A sinistra, entrando, in una piccola nicchia, vi è affrescata da un autore ignoto, una Madonna con Bambino.

Un altro affresco, alquanto sbiadito, ma artisticamente più valido, si può osservare dietro il quadro dell’Assunzione di Maria Vergine, sulla parete di fondo, raffigurante la Celeste Signora in costume ciociaro, nell’atto in cui viene coronata da due Angeli. Un dipinto che vale la pena restaurare, se non altro per la sua originalità.

La campana, come si può rilevare dalla data in essa segnata, venne fusa nel 1856.

Bibliografia: (MASTROIANNI Pasquale: Chiese di Campoli Appennino – 1989)

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